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WWE: Fallimenti tra Wrestlemania 31 e 32

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Il Wrestling è finto. I wrestler sono atleti ma soprattutto attori, spesso neanche tanto bravi. Non è uno sport professionistico. Quando i wrestler fanno dei salti di 5 metri non si fanno male. Un match è qualcosa di organizzato e non improvvisato.

Queste sono le tipiche obiezioni di chi non è interessato al wrestling. Ok, voglio anche starci, anche se alcune opinioni espresse sono delle cazzate. Io posso solo controbattere dicendo che a me piace e ne voglio parlare. Dirò di più, con il tempo mi sono accorto che c’è tanta di quella gente che finge di non saperne nulla ma quando torna a casa ha una puntata di Raw salvata sul pc.

Ho iniziato a guardare il wrestling da bambino con le telecronache di Dan Peterson. Ricordo che era l’era di Hulk Hogan, un eroe di stampo reaganiano. Ma il vecchio Dan già preferiva i villain ai classici eroi per bambini. Io mi discostavo da entrambe le fazioni perché il mio idolo esordì a Survivor Series nel 1991 sconfiggendo Baffone tinto Hogan. Ovviamente sto parlando di Undertaker, the Dead Man. Quella che poteva essere una delle più stupide gimmick della storia del wrestling è oggi considerata il capolavoro per eccellenza dei booker della WWE (in realtà all’epoca era WWF).

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Non ricordo il motivo, forse fu a causa dell’avvento delle tv a pagamento, ma durante l’adolescenza mi allontanai dal wrestling per riavvicinarmi nell’era della creazione del roster di Smackdown.

Un vecchio amico, di cui non svelerò il nome perché è uno di quelli che si vergogna di guardare il wrestling (ciao Leo come va?), mi raccontò tutto ciò che era accaduto durante il mio periodo di assenza, In quegli anni veniva a casa mia per guardare le ppv però nessuno doveva saperlo. Uscivamo in comitiva e quando mi chiedeva di accompagnarlo a comprare le sigarette condivideva con me i suoi commenti sulla settimana della WWE, avendo sempre un’attenzione speciale per Kurt Angle.  In parte mi sentivo stupido nell’essergli complice per un segreto che non aveva motivo di esistere, d’altro canto mi rendevo conto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Se a uno di questi sapientoni gli porgi l’elenco degli infortuni e degli interventi chirurgici di John Cena comunque ti risponderà: “Si ma è tutto finto, non si fanno male davvero”.

Avendo superato la soglia dei trenta, posso dire che finalmente ho capito perché adoro il wrestling. E’ uno spettacolo costruito ad arte dove gli atleti seguono dei copioni e delle sceneggiature riuscendo a coinvolgere lo spettatore all’interno di una storia. Gli spettatori vivono la finzione con emozioni reali. C’è gente che ha pianto alla fine della streak di Undertaker.

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Si da sfogo all’emozione libera pur sapendo che di fronte si ha solo finzione. Scusatemi ma io preferisco questo ai reality dove dietro una montatura di mesi cercano di attaccarti al televisore per farti vedere qualcosa di artificioso spacciato per vita vera. Preferisco il fan di wresling che si lascia andare istintivamente (e consapevolmente) di fronte a una finzione a uno che abbocca alle falsità del reality.

Mamma mia, Tokyo. Quanto sei chiacchierone! Avete ragione. Ma era giusto omaggiare questo sport entertainment prima di entrare nel vivo di questo mio post.

C’è da dire subito che il wrestling a differenza degli sport professionistici, non ha dei periodi di riposo ma va avanti ininterrottamente per tutto l’anno.  Nel mondo WWE una fase di rinnovamento avviene sempre nel mese di Aprile. E’ dopo Wrestlemania che lo status di molti wrestler e buona parte del roster WWE cambia (ecco perché nel mio titolo mi soffermo dal periodo di Aprile 2015 a quello del 2016).

Quest’anno la World Wrestling Entertainment ha apportato numerosi novità grazie all’inserimento nel roster principale di wrestler provenienti da NXT (roster di sviluppo WWE) come Enzo Amore e Big Cass, Apollo Crews, I Vaudevillains e Baron Corbin. A ciò si devono aggiungere anche delle new entry di primissima scelta a NXT come Nakamura ed Eric Young.

Se le novità non si sono fatte attendere per i promossi, per la lista dei bocciati è passato più tempo del solito. La WWE rispetto agli altri anni ha ritardato nel diramare i soliti comunicati ufficiali in cui annuncia i nomi dei wrestler licenziati. Ha tenuto quei poverini del low carding sulle spine per un bel po di tempo, facendo passare addirittura la ppv di Payback. Probabilmente questo mese di lavoro regalato ai nuovi freelance lo si deve ai tanti infortuni che in alcuni periodi dell’anno hanno decimato il numero di main eventer. (Seth Rollins. Conto i giorni per il tuo ritorno!)

Andiamo a tirare un pochino le somme sul necrologio lavorativo WWE 2016 vedendo quali addii rimpiangeremo e quali dimenticheremo velocemente:

ALEX RILEY
Riley esordisce in WWE nel 2010 facendo lo scagnozzo di The Miz. Capirete che se il buongiorno si vede dal mattino, per Riley è stata già una fortuna avere un contratto con l’azienda di Vince Mc Mahon. In seguito trasferito a NXT è stato solo uno jobber (neanche di lusso) per wrestler che in breve tempo avrebbero raggiunto il main roster.

HORNSWOGGLE
Hornswoggle è il Peter Dinklage del mondo WWE. Dai suoi esordi nel 2006 come leprecano portafortuna di Finley ne ha fatta di strada, riuscendo a vincere anche il titolo WWE cruseirweight championship. Nessun wrestler affetto da nanismo è riuscito ad ottenere i risultati di Horwnswooggle. E’ vero che tra il 2008 e il 2012 il 90% delle storyline secondarie proposte erano ridicole però sfido chiunque a pensare che la WWE desse 10 anni di lavoro a questo tizio.

ZEB COLTER
Zeb Colter sarà ricordato come uno dei manager dal talento innato per il mic skill. Il suo stile aulico e militaresco gli ha permesso di parare le spalle a wrestler senza carisma (Mi chiedo ancora perché Jack Swagger lavori in WWE. Forse temono di perdere una bella dose di pubblico repubblicano?). Peccato per lui (e anche per me) che l’era dei manager in WWE è scomparsa da quasi due decenni. I manager della nuova generazione hanno vita breve, oppure se hanno lunga vita sono affiancati a chi non ne ha bisogno. Vedi Charlotte e Ric Flair.

EL TORITO
Ecco una delle gimmick più ridicole degli ultimi anni. Dietro questo toro in miniatura c’era il wrestler messicano Mascarita Dorada. Si vocifera che il WWF (già in causa con la WWE negli in cui WWF per i diritti sull’acronimo) abbia organizzato una petizione in oltre 100 paesi per liberare il piccolo toro. Altri dicono che una multinazionale della carne abbia dato tanti bei soldini a Vince Mc Mahon per usare El torito come propria mascotte. Fatto sta che da questo licenziamento ci hanno beneficiato Los Matadores, che torneranno ad essere Primo ed Epico. Forse El Torito serviva a rendere meno ridicola la loro gimmick.

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CAMERON
Il roster femminile della WWE non è mai stato cosi competitivo come nell’ultimo anno. Sono tante le wrestler parcheggiate negli spogliatoi in attesa di una storyline. Ma se non c’è tempo e spazio per una nuova idea, si risolve tutto licenziando chi è di troppo. Sarebbe stato sessualmente discriminante una lista di licenziati formata solo da uomini e nani. A qualche divas doveva toccare. Sarà per la prossima, Cameron.

DAMIEN SANDOW
Damien Sandow esordì in WWE come un intellettuale spocchioso e moralizzatore. Raccontata in questo modo la sua sembrava una gimmick stupida, invece è stato molto più bravo di Lanny Poffo (Fratello di Macho Man – Randy Savage) che nel 1989 interpretò The Genius, un wrestler intellettuale che le avrebbe buscate anche da mia madre.  Purtroppo i booker hanno deciso di rovinare la carriera di Sandow facendogli vincere il Money in the bank per fargli perdere poi la valigetta come un cretino, trasformandolo successivamente nello scagnozzo clone di The Miz. Ma caro Sandow, una volta che hai visto com’è andata a finire la carriera di Alex Riley, non potevi opporti? Lo volete capire, The Miz porta sfiga e prevedo un divorzio con Maryse.

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SANTINO MARELLA
L’esordio di Santino Marella è legato all’unica puntata di Raw trasmessa in Italia, dove riuscì a sconfiggere, con l’aiuto di Bobby Lashley, nientepopodimeno che Umaga. Peccato che come tutti i wrestler italiani sia stato usato come character comedian riuscendo a riabilitare alcune storyline ridicole come la sua love story con Beth Phoenix.

WADE BARRET
In realtà è stato Wade Barret a non voler accettare il rinnovo di contratto. Questo mancato accordo dovrebbe far riflettere i dirigenti WWE sull’inettitudine dei propri booker. Barret esordì a Raw come capo della stable Nexus. Quella che oggi viene definita New Era deve molto a questa stable perché a suo tempo dimostrò le capacità del centro sviluppo WWE e le ampie doti manageriali di Triple H.

Purtroppo dopo una serie di infortuni Barret è stato ridotto a jobber di lusso. Le ha prese addirittura da Wayne Rooney durante una puntata di Raw svoltasi a Londra. L’anomalia è che Rooney per stenderlo ci ha messo molto meno forza rispetto a quella che ci mette sui campi di calcio per picchiare i difensori avversari. Ma il segmento con l’attaccante dello United è stato solo l’apice del maltrattamento perpetrato ai danni del wrestler britannico, dato che gli hanno fatto vincere il titolo di King of Ring riuscendo in un colpo solo ad affossare una carriera in ascesa e uno dei tornei più affascinanti della storia WWE.

RYBACK
Ok! La mia è solo una speranza e non un notizia ufficiale. Ma sembra che Ryback sia vicino alla rottura con la WWE per non essere riuscito a trovare un accordo sul rinnovo del contratto. Io spero con tutto me stesso che lo caccino, perché odio i wrestler tutto muscoli e poca tecnica. Mi infastidisce quell’atteggiamento testosteronico in cui si perde più tempo ad auto-incitarsi che a combattere.

TYLER BREEZE
Tyler Breeze non’è stato licenziato ma di sicuro il suo ritorno a NXT (forse non in pianta stabile) bisogna leggerlo come una bocciatura. Il talento non manca ma sembra che manchi la testa. Durante le sue prime entrate nei main show sembrava di vedere un divo di Hollywood. Era bella la trovata dei selfie a bordo ring. Ora invece sembra un cretino che cammina per il ring concentrandosi solo sul cellullare senza badare a dove mette i piedi. Medita Tyler, medita!

E poi permettetemi invece un pensiero sulla dirigenza WWE. 
E’ giusto sottolineare che sono due anni che ci propinano come eroe imbattibile Romualdo Reigns. Un wrestler senza carisma che piace solo ai bambini e alle donne disinteressate al wrestling. Io non sono uno di quelli che crede che l’ultima parola debba essere dei fan, ma allo stesso tempo trovo divertente constatare tutti i futili tentativi della dirigenza WWE per far piacere Romualdo alla gente. Addirittura sono arrivati a censurare i cartelloni contro il protetto di The Rock. “Dai ragazzi, toglieteli questi cartelloni altrimenti The guy piange!”. Il successo di Reigns avvalora sempre di più le dichiarazioni di Cm Punk e quanto la WWE sia stata ingrata con lui e Daniel Bryan.

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Ragazzi, voi cosa ne pensate? Si riesce a trovare un fan di Romualdo che abbia almeno 30 anni? Chissà! Nel frattempo vi do appuntamento a dopo Extreme Rules, dove sono sicuro che Romualdo riceverà un altro push e un’altra bella raffica di dediche debitamente censurate dalla WWE.

AJ Styles, siamo tutti nelle tue mani.

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Tokyo

Tokyo è un noto wrestler nipponico fallito che dalla sua attività agonistica è riuscito a ricavare solo la maschera di Tiger Mask V. Dopo aver abbandonato il puroresu ha deciso di trasferirsi in Italia per discutere di cinema, tv e anime condividendo il suo pensiero senza peli sulla lingua.

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