Star Wars Gli Ultimi Jedi. Ovvero: non basta una spada laser a fare un film di Star Wars.

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Un film di Star Wars non mi ha mai indignato. Questo si, tanto, troppo.
Se non avesse avuto Leia, Luke e le spade laser si sarebbe potuto chiamare in qualsiasi altro modo. Ma invece ti ritrovi al cinema che stai guardando un film di Star Wars e per la prima volta in vita tua non vedi l’ora che finisca per andartene a casa… a urlare.
Va bene, fermi tutti. Andiamo per gradi.

“Luke, adesso ti racconto una barzelletta, la vuoi sentì?”

Sono vecchio, ok. Appartengo alla generazione che Star Wars lo chiama Guerre Stellari. Quella generazione che è andata al cinema a vedere L’Impero colpisce ancora (ero troppo piccolo per Una Nuova Speranza) e che ha visto e rivisto talmente tante volte la SAGA di Lucas da conoscerne a memoria anche le battute.
Ma al di là della nerdistica passione per una saga che è un po’ una religione, Star Wars è a tutti gli effetti una sorta di favola fantastica/fantascientifica che parla della guerra del bene contro il male, in un mix di avventura e combattimenti spaziali.

Dopo il passaggio del brand Star Wars nelle mani della Disney ho sperato come milioni di altri fan, che dell’operato di Lucas si mantenesse l’identità. Non mi interessa né mi è mai interessato il mero fan-service, ma solo l’identità della saga. Quella epicità che non è mai mancata nelle situazioni e nei personaggi che hanno reso grande tutta la baracca di Giorgio Lucas per tre quarti di secolo (si ok, c’è Jar Jar che se la ride per quanto sto dicendo… ma avete capito che intendo!).
Episodio VII scricchiolava non poco. Guardava al passato e allo stesso tempo preparava il terreno per il futuro, proponendo nuovi personaggi per una nuova generazione di spettatori. Tutto ok, anche se il buon vecchio JJ Abrams in più momenti ha riadattato la struttura di Episodio IV creandone una sorta di remake/reboot/copiacopierella.
Ma c’era una cosa che almeno si avvertiva in Episodio VII tra tutte le strizzate d’occhio ai vecchi (come me) fan e le nuove Morti Nere/Basi Starkiller. Quell’aria di avventura ed epicità di cui sopra, che a quanto pare JJ in mezzo a tanti nuovi concetti era riuscito a ereditare dal buon Giorgio Lucas.

Ti prego, non mi guardare così Darth… io non lo volevo manco fare Episodio VII

In Episodio VIII invece tutto questo va a farsi benedire. Fin dai primi minuti della pellicola si avverte una strana sensazione. Sto vedendo qualcosa che stento a riconoscere.
Si ok, ci sono gli incrociatori stellari, gli X-Wing e via dicendo, ma ancora non riesco a trovare un barlume di Star Wars in questo film. E poi le prime battute della pellicola sono… “battute”.
Capisco che oggigiorno l’umorismo sia uno dei marchi di fabbrica dei film Marvel ad esempio (e già mi sta sulle balle), ma in Star Wars, e in quel modo poi… che diamine mi significa?
Poe Dameron che fa la supercazzola al Generale Hux nei primi minuti del film è una cosa al limite dell’accettabile. Ma i momenti dedicati alle gag non finiscono qui. Tutto il film è infarcito di momenti di decompressione da dramma con siparietti che fanno ricordare Balle Spaziali di Mel Brooks.
Ce n’è uno con un ferro da stiro che giuro… volevo uscire dalla sala.

Tralasciando i siparietti. Quello che risulta subito chiaro guardando il film è la forte volontà di voler tagliare i ponti col passato, eliminare (non solo in senso metaforico) il passato per fare posto al futuro. C’è una scena in cui Kylo Ren dice a Rey “Uccidere il passato è il solo modo per diventare ciò che devi”. Bene, questa è l’essenza del film. (Per non parlare di un’altra scena dove metaforicamente si da fuoco al passato… ma evito di parlarvene perché è a rischio spoiler). Insomma, eliminare il vecchio per fare posto a qualcosa di nuovo, ma sopratutto diverso.
Nuovo è bello si, ma con criterio. Con Episodio VIII si tagliano i ponti col passato e nel farlo si perde però qualcosa di fondamentale. Vedete, sarò anche vecchio, ma non sono un nostalgico rompiballe. Mi è sempre stata bene l’idea di proseguire la saga con nuovi eroi e nuove situazioni, però mantenendo almeno quel “mood” proprio di Star Wars. Quella epicità di cui sto parlando dall’inizio del post. Ecco tutto questo non c’è più, è stato cancellato dando spazio a questi nuovi personaggi, ma anche in un modo poco coraggioso a mio avviso, facendoli correre a destra e a manca senza uno straccio di idea o piano.

“Pronto Generale Hax? Quì è l’acquedotto, avete l’acqua in casa?”

Molti in generale parlando dei nuovi film si sono lamentati della Disney, dei big-money (come dicono i gggiovani) e robe così. Premettendo che da circa un secolo Hollywood sforna film per lucro, il problema non è la Disney, non è essere vecchi fan o nuovi fan… il problema principale di Episodio VIII sta nella sua sceneggiatura. Ho amato Rian Johnson col suo Looper, ma credo che non fosse in grado di scrivere una sceneggiatura per Star Wars. Ha trattato il film come un “normale” film di fantascienza. Vedete, Rogue One è, e sarà sempre un capolavoro perché chi l’ha scritto è riuscito a tirare fuori l’essenza della SAGA di Lucas. Eroismo, dramma, sacrificio. Ecco, in Episodio VIII i personaggi parlano tutto il tempo di eroismo, di speranza, di forza. Ne parlano solamente, cercando di convincere gli spettatori che questi concetti esistano anche se non fanno nulla per mostrarceli.

Ma quindi vi chiederete voi, non c’è nulla da salvare? In vari momenti il film ha dei guizzi interessanti, forse gli scambi tra Rey e Kylo sono quelli più significativi, ed anche la parte finale, se pur con un ritardo disarmante, tende ad essere interessante. Il problema appunto è che la parte finale arriva dopo 2 ore di noia, gag e poco altro. Alla fine della visione di Star Wars Gli ultimi Jedi, dopo 2 ore e mezza ti chiedi se c’era davvero bisogno di un altro film di fantascienza… e basta.
Da salvare c’è ben poco per me. Ripeto, in questo film si pongono le basi per il futuro, ma è un futuro che è molto simile a tanti altri film della nuova era. Tanto eroismo sottolineato, esplosioni, corse ed ancora esplosioni. Tra un paio di anni, in Episodio IX avremo solo il tema principale, Chewbacca e il Millennuim Falcon a ricordarci che stiamo guardando Star Wars. Come detto, è stata persa quella magia della saga originale e credo fermamente che le Guerre Stellari non saranno più come prima.

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

3 comments

  1. Luca 17 dicembre, 2017 at 14:24 Rispondi

    Ho trovato molto interessante quello che hai scritto e sono d’accordo sul fatto che ci sono stati molti stravolgimenti. Penso però che il regista abbia fgatto delle scelte molto coraggiose con i personaggi e con la trama. Anche io sono un vecchio fan di Star wars ma devo anche dire che le situazioni presentate nel film sicuramente porteranno tutto in altre direzioni.

    • Boss Hog 17 dicembre, 2017 at 17:56 Rispondi

      Non me ne volere Luca, ma ‘sta cosa delle “scelte coraggiose” sta diventando una specie di leitmotiv che tutti stanno applicando all’operato di Rian Johnson. Se avessero voluto fare una scelta “coraggiosa” avrebbero dovuto applicare il mood di Episodio VIII fin dal capitolo precedente per portare il tutto in “altre direzioni”. Non ha alcun senso cambiare in corso d’opera le trame proposte nella pellicola di Abrams. Inoltre credo che l’errore di fondo stia nel pensare che l’equazione “scelta coraggiosa” equivalga per forza a “ben fatto”. A volte è così, in questo caso non direi.

      • Luca 17 dicembre, 2017 at 17:58 Rispondi

        nn ti posso dare torto. In effetti se avessero voluto fare una cosa seria avrebbero poturto farlo da episodio 7. Non ci avevo pensato.

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