He-Man e il franchise più potente dell’Universo (seconda parte)

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Dove eravamo rimasti l’ultima volta? Ah sì, Sorceress doveva fare le grandi pulizie nel Castello di Grayskull e aveva mandato He-Man in giro a bighellonare. Santa donna quella Sorceress!

Tra un colpo di spada, una lama rotante e una magia di Orko, gli anni passano e la fama dei nostri cari MOTU si trova in una fase di stallo (ma comunque gode di buona salute) .
La Mattel decide quindi di dare un nuovo slancio al suo franchise pensando stavolta al grande schermo (che sul piccolo schermo avevano già fatto abbastanza danni).
Così nel 1987 si decise di portare He-Man al cinema (non lui in prima persona… dai, che avete capito). I tempi erano maturi per un bel film sui Masters of the Universe e così si scelse in primis una bella casa di produzione. La Cannon Films. Già nota ai più per film tipo: Delta Force, Space Vampires, Rombo di Tuono… ehm… insomma non si scelse proprio il top, però si puntò alla grande su di un regista navigato come Gary Goddard, famoso per… per… nulla.
Sì ok, però aveva scritto la sceneggiatura di un film su un altro tizio mezzo nudo: Tarzan, quindi le basi c’erano già. E poi dai, un minimo di fiducia!

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“massima fiducia nel personaggio eh?”

Comunque, come tutti sanno, è una buona sceneggiatura a fare grande un film. E vai quindi con ore e ore di brainstorming per concepire quella che sarà la trama del film che avrebbe dovuto scuotere il botteghino fino alle fondamenta (facendo attenzione a non fare baccano che si potrebbero svegliare delle tartarughe ninja dalle fognature).

Driiin Driiin. “Pronto?” “Sì salve, abbiamo la sceneggiatura! Allora, vedremo Eternia in tutto il suo splendore e ovviamente il Castello di Grayskull. Skeletor vuole impossessarsi dei suoi segreti, sì. Dalla Montagna del Serpente i suoi soliti sgherri muoveranno verso il castello per conquistarlo. Beast-Man avrà un ruolo importante, sì.  E poi ci saranno combattimenti all’ultimo sangue e veicoli tecnologici qua e là per tutta la pellicola, sì. Poi arriverà He-Man cavalcando Battle-Cat e…”
“Come? Ah. Sì ok ho capito. Cosa? Una chiave? Ah ok… allora c’è la chiave. Uh, sì ok. Ah sulla Terra quindi… ah ok, niente Battle Cat… un gattino almeno? Neanche? va bè però abbiamo Beast… Chi? Saurod? Non lo conosco. Sì ok… va bene la ringrazio, buonasera. Ossequi alla signora”.

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“siete dei lavativi come quel McFly!”

Lo script del film viene rimaneggiato molte volte. Scene violente vengono cancellate, personaggi e location eliminati per mancanza di fondi. Si pensa di creare una trama ad-hoc utilizzando giusto una manciata di eroi (He-Man, Teela, Man-at-arms) e fare in modo che il tutto si svolga sulla Terra, alla ricerca di una fantomatica Chiave Cosmica che apre portali dimensionali, custodita da un nuovo personaggio, tale Gwildor. Skeletor a capo della sua banda (anche lui con 2 nuovi tizi, Saurod e Blade) partirà all’inseguimento di He-Man e soci, che nel frattempo sulla terra hanno fatto amicizia con Monica di Friends, per recuperare la Chiave. Pugni e spadate e tutti vivono felici e contenti. Ma ognuno a casa propria, mi raccomando!
Per interpretare He-Man si pensò bene di scegliere Dolph “ti spiezzo in due” Lundgren, fresco di scazzottate con Sly e per il ruolo di Skeletor si pensò bene all’ancor più noto Frank Langella (che tutti all’epoca conoscevano sopratutto per aver interpretato Dracula). Ah sì, poi c’era anche Courtney Cox (che all’epoca era famosa sopratutto per Misfits of science. Ah, Misfits. Quanti ricordi).

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“I’ll be there for you, la la la… ah no, non è Friends!”

Neanche a dirlo il film fu un flop (fortuna per loro che recuperarono i soldi spesi) e la Mattel non riuscì nel compito di dare nuovo slancio alle sue creature. Dal 1986 al 1989 si pensò a vari modi per rivitalizzare il franchise. Una delle più brillanti fu quella di far unire He-Man alle forze militari americane, trasformando il suo nome nell’acronimo di High Energy Military Attack Nucleus. Che figata!

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Fortunatamente l’idea fu bocciata da qualcuno sano di mente. Ormai però i cervelli erano in movimento. La parola d’ordine era “Rinnovare”. Come fare? Ma certo! Spediamo He-Man nel futuro e il gioco è fatto.
Nacque così la nuova linea di giocattoli chiamata semplicemente He-Man, seguita al lancio da un cartone animato che potesse creare subito un seguito tra i ragazzi. La serie si chiamava He-Man new adventures ed era… beh, era un’altra cosa.

Di He-Man & co. il cartoon portava solo il nome. La trama infatti parlava del nostro eroe che parte da Eternia per andare nel futuro (?!) sul pianeta Primus, a difesa dei Mutanti malvagi che lo minacciano (ma farsi gli affari suoi no, eh?). Skeletor lo segue e si allea con i Mutanti per soggiogare l’intero universo (invece di restare ad Eternia che adesso è senza protettore. Furbo lui!). Ma He-Man non è solo nella battaglia. Con lui ci sono i Guardiani Galattici che combatteranno al suo fianco per difendere Primus. (Sorriso scintillante nel finale della descrizione).

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“non ci siamo riusciti la prima volta ad imitare Star Wars… magari ora si”

La linea di giocattoli nuova (totalmente diversa dalla precedente) e il nuovo cartone animato non riuscirono però a riportare i MOTU ai fasti del passato e, complice un gusto nuovo che serpeggiava nel mondo dei giocattoli (vi ricordate quelle tartarughe di cui parlavo prima?) i nostri amati Dominatori dell’Universo scivolarono nel dimenticatoio delle ceste nelle soffitte, chiudendo così, in una manciata di nuovi giocattoli, un’era di gloria.
Sniff sniff…

Solo nel 2002 i Masters of the Universe torneranno sugli scaffali dei negozi di giocattoli dopo un decennio di sonno forzato. Questa volta i nostri eroi ritornano rispolverando le loro vecchie origini. Si torna su Eternia per la salvezza del Castello di Grayskull e per fronteggiare quel perdigiorno di Skeletor.
Seppur prodotti dalla Mattel, i nuovi giocattoli hanno davvero poco della parola “giocattolo”. In quegli anni infatti, la McFarlane Toys (quello di Spawn per intenderci) stava producendo splendide action figures ultradettagliate. Alcuni degli scultori che lavoravano per la McFarlane (i Four horsemen), vengono assoldati dalla Mattel per realizzare la nuova serie dei MOTU. Il risultato è una delle serie più amate dai fan dei Masters of the Universe. Fedeli nello spirito agli originali ma allo stesso tempo nuovi e pieni di dettagli, i nuovi Masters, assieme ad un cartone animato nuovo di zecca si preparano a conquistare gli anni 2000.
“Pronti? Via! Ma che vuol dire falsa partenza? ”

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“Coraggio chiamami giocattolo! Forza, ti sfido!”

Sarà per il loro essere poco giocattolosi, sarà perchè c’erano pochi personaggi (a detta dei detrattori. Stupidi detrattori!) ai bambini non piacquero e così la nuova serie di giocattoli durò solo 3 anni, spegnendo nuovamente le luci sui nostri eroi.
La Mattel non demorde però. Nel 2008 decide di rilanciare ancora una volta i Masters, questa volta puntando davvero al passato. Con la linea Masters of the Universe Classics, vengono ripresentati gli stessi eroi delle origini, uguali nei dettagli ma questa volta molto più snodabili e più grandi come dimensioni. Una linea pensata questa volta per il pubblico di vecchi (e sottolineo vecchi) nostalgici.
Non più giocattoli, ma veri e propri oggetti da collezione (che costano anche un botto… ma questa è un’altra storia).

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“dàglie He-Man che questa è la volta bbona!”

Insomma i Masters sono tornati ancora una volta e mentre si vocifera di un probabile nuovo film (stavolta si spera con più quattrini da investire) nel frattempo, se avete un paio di ore da buttare, guardatevi i MOTU con Dolph Lundgren. Chissà, magari alla fine del film, male che vada vi torna la voglia di vedere Rocky 4.

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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