He-Man e il franchise più potente dell’Universo (prima parte)

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Io sono Adam principe di Eternia…
Scoprii di avere certi favolosi poteri segreti il giorno che sollevai la mia spada magica e dissi “Per la forza di Grayskull. La forza è con meeeeee”.

Onestamente mi sono sempre chiesto come mai qualcuno, nello specifico il Principe Adam, dovesse sentire la strana esigenza di sollevare la spada al cielo e gridare quelle parole. In quella sequenza poi. Quando si dice la fortuna.
In effetti questa è una cosa che lascia pensare. Quotidianamente maneggiamo oggetti che magari, se alzati al cielo potrebbero donarci favolosi poteri segreti, eppure non lo facciamo. Abbiamo forse paura di diventare degli eroici guerrieri?

Tralasciando i favolosi poteri che potrei o non potrei avere alzando al cielo qualche oggetto, vorrei parlare del mio primo vero amore di quando ero un moccioso. I miei giocattoli preferiti, ovvero i Masters of the Universe. O per gli amici, i Dominatori dell’Universo.

I MOTU (come vengono chiamati adesso dai fanatici delle aste online) sono stati le icone pop degli anni ’80, famosissimi in tutto il globo hanno generato oltre alle serie a cartoni animati, libri, gomme, matite, audiocassette, videogames, un lungometraggio e anche tanto ciarpame.

He-Man

“facciamo presto cò ‘sta foto che mi è venuta una paresi”

Indubbiamente la serie di giocattoli è stata la trovata più azzeccata della Mattel di quegli anni.
Correva l’anno 1981 e la casa produttrice americana, ideatrice di quel simpaticone di Big Jim, aveva in quegli anni cannato l’acquisto dei diritti di un filmetto chiamato Star Wars (Guerre Stellari per gli over 30).
Convinti che l’interesse del mondo per il film di Giorgio Lucas sarebbe stato un fuoco di paglia, la Mattel appunto si disinteressò a produrne i giocattoli. Scoperto però che l’interesse del globo intero era tutto per Luke Skywalker e soci della galassia lontana lontana, la Mattel cercò di correre ai ripari e pensò bene, in una sessione di brainstorming con i suoi geni creatori di giocattoli, di realizzare qualcosa dal taglio fantascientifico ma allo stesso tempo fantasy, così come il gusto dell’epoca, figlio di Guerre Stellari, imponeva.

I geni della Mattel si ispirarono quindi a Star Wars, ma anche ad un’altra grande icona cinematografica dell’epoca. Stavolta niente di fantascientifico, tutt’altro. Il tizio di riferimento era l’allora Mr.Olimpia: Arnold Schwarzenegger e l’icona di cui sopra era Conan il Barbaro (che poi, per chi non lo sapesse è un personaggio tratto da un fumetto che a sua volta è tratto da un libro… però non divaghiamo).

Insomma, era chiaro che i giovani virgulti dell’epoca cercassero azione, pistolettate laser e spade acuminate.
I designer dell’epoca presero quindi Conan, gli fecero le meches e lo trasformarono in un f@ttuto barbaro di un pianeta sperduto chiamato Eternia.

La cosa più bella di quei primi giocattoli era la totale mancanza di una trama guida collegata agli stessi. Ad ogni confezione dei Masters era allegato un mini-fumetto con una storiella di poche pagine che narrava le avventure dei personaggi in maniera molto semplicistica.
In quei mini-fumetti He-Man era presentato come una specie di cavernicolo palestrato che, dopo aver salvato una tizia dalla pelle verde da una bestia assassina, viene guidato da quest’ultima (la tizia, non la bestia) in una caverna dove gli vengono donate un’armatura, un’ascia ed uno scudo dagli immensi poteri.

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“da bravo, ripeti con me. Scuuuu-do”

Inoltre viene a conoscenza di una fantomatica spada del potere divisa in due parti, le quali se unite fungeranno da chiave per il Castello di Grayskull, antica fonte di potere illimitato. Tale potere è bramato anche da un cattivaccio pelle e ossa, o meglio solo ossa. Tale Skeletor. Il cavernicolo allora mette le mani a conchetta stile Tarzan e con un urlo chiama a se dalla foresta una tigre verdastra, gli salta su e corre alla volta del castello dove trova Skeletor e giù botte.

Potete quindi immaginare il bimbo dell’epoca (me nello specifico) che sulla base di queste poche informazioni (e i 5 personaggi all’attivo) creava storie fantastiche basate su quelle cose. E funzionavano! Cavolo se funzionavano.
Ho sempre amato He-Man con le sue origini da barbaro e il mondo sconosciuto che lo circondava, ricco di insidie e creature malvagie pronte ad essere combattute. Ho inventato tantissime storie basandomi solo su quel canovaccio e la mia fantasia.

Poi, la Mattel si rese conto che non poteva portare avanti la sua linea di giocattoli senza una trama forte alle spalle e cosi’ commissionò alla Filmation la realizzazione di quello che sarebbe diventato uno dei cartoni animati più rappresentativi degli anni ’80.
He-Man e i Dominatori dell’Universo.

La serie televisiva si distaccava tantissimo da quei mini-fumetti e presentava uno scenario molto più fiabesco.
Il protagonista era un giovane principe vestito di rosa e col caschetto alla Nino D’Angelo.

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“Pronto sì tu? Nun attaccà… Famme parlà”

Il giovincello si chiamava Adam ed era il rampollo di una nobile casata del pianeta Eternia. La simpatica combriccola era composta da Nino, il suo papà Re Randor e la Regina Marlena. Il coraggioso capo delle guardie Man-At-Arms e la scosciata Teela.
Non mancavano inoltre i simpatici personaggi di contorno. C’erano pure il maghetto rincoglionito, la tigre fifona… il gufo dèmmèrda e la scopa volante che gira su se stessa e sè sà dove andrà a finire (allarme citazione dotta).
Il simpatico principe rosa alla Lillo e Greg, un bel giorno vagando con la sua fidata tigre per Eternia, si imbatte nel leggendario Castello di Grayskull protetto dalla maga Sorceress. La maga, capito che il giovane è un bravo ragazzo (forse perchè è vestito di rosa) lo mette a conoscenza dei segreti del castello e gli dona una spada incantata. Senza un attimo di esitazione Adam innalza la spada al cielo e urlando la frase di cui sopra (quella scritta all’inizio del post per intenderci) si trasforma nel potentissimo He-Man, l’uomo più forte dell’intero universo. Non contento punta la spada verso il suo coraggioso felino e quello gli si trasforma davanti diventando una potente tigre da battaglia.
“Poffarbacco! E adesso?”
“Adesso vai He-Man, c’è un cattivone di nome Skeletor che vuole rubare i segreti del Castello di Grayskull (che poi non si è mai capito quali siano). Insomma vai, che qua c’ho da fare! Vai e combatti il male ovunque sia!”

bhhhhhh

Finisce cosi’ l’era di He-Man il barbaro, indubbiamente (almeno per me) ricca di fascino e prende il posto, grazie ai cartoon, la nuova vita dei MOTU, ricca di robe fantastiche, magie, battute, buonismi e cotillon.
Ovviamente, al di là della critica che gli posso muovere ora, con gli occhi di un bambino di 5 anni, tutto era bellissimo. Non per niente i Masters of the Universe sono stati un successo indiscusso e le vendite di strafantastilioni di personaggi ne è la testimonianza.

Per oggi ci fermiamo qui. Nella prossima puntata vi parlo del film dedicato ad He-Man e soci, del declino dei Masters of the Universe negli anni ’90 e della loro successiva risurrezione.

Nel frattempo, chi sa, magari se alzassi il mouse del PC al cielo e gridassi le parole magiche…

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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