Ghostbusters – Gli Acchiappafantasmi sì, ma quelli senza reggiseno

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Il mese prossimo farà capolino nelle sale il controverso remake di Ghostbusters.
Controverso in quanto non ha ricevuto una grande accoglienza. Io personalmente non faccio parte della categoria di persone che vorrebbe mettere al rogo regista, cast e troupe della pellicola ancor prima della visione. È anche vero però, che da appassionato del film originale, ho un po’ timore nei confronti di questo remake. Sì, perché per me, l’originale film sugli Acchiappafantasmi è un po’ come il Santo Graal. È uno dei miei film preferiti di sempre e una delle commedie più riuscite degli anni ’80.
Negli anni, ad ogni nuova dichiarazione su un presunto terzo capitolo di Ghostbusters, ho sempre sussultato speranzoso. Ricordo le notizie contrastanti su un possibile sequel senza Bill Murray (che è sempre stato quello meno interessato a ritornare a vestire i panni di Peter Venkman), un ipotetico film su di un passaggio di testimone dai vecchi Ghostbusters ad una nuova generazione di Acchiappafantasmi, poi con la morte di Harold Ramis sembrava che tutto fosse naufragato per sempre. E poi di punto in bianco qualcuno ha detto: “facciamo un remake. Sì, però al femminile”

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“Ghostbusterettes pure avrebbe avuto senso come titolo, no?”

Ora, io non sono di certo un sessista, però vi metterete nei miei panni (e anche in quelli dei tizi che stanno preparando il legno da ardere per il rogo) e vi chiederete “c’era proprio bisogno di questo remake?”
Se ci sia bisogno o meno, non lo so. Timori a parte, forse era giunta l’ora di proporre un Ghostbusters per le nuove generazioni, che vogliono il “loro” Santo Graal, o almeno qualcosa che possano definire tale. Che so, una coppa del nonno almeno.

Il mio Graal lo ricordo bene però. Ricordo quando tutto è iniziato.
Era la fine del 1984, e il mio vicino di casa, col quale giocavo sempre, un bel giorno viene a casa mia tutto eccitato. La sera prima era stato al cinema a vedere questo film su dei tizi che vanno a caccia di fantasmi. Era tutto un raccontarmi di zainetti protonici, trappole per catturare i fantasmi e di un certo “aborto di tubero” verde che “smerdava” uno dei protagonisti. L’eccitazione era contagiosa e la mia voglia di ragazzino di andare a vedere quel fantascientifico film era tantissima. In quei giorni si faceva un gran parlare di questo film, la notizia della grandezza (anche a livello di costi) della pellicola rimbalzava un po’ qua e là da Topolino a Postalmarket (giusto per rendere l’idea). Per non parlare del video della canzone/colonna sonora di Ray Parker Jr. che in quei giorni passava ad oltranza sui vari Deejay television e Superclassifica Show (Supertelegattooooneeeee miaaooooo). Che poi più avanti ci fu anche la diatriba tra Huey Lewis e Ray Parker per il plagio della melodia di I want a new drug… va bè quella è un’altra storia.

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“I want a new dr… ah no, Who you gonna call? Ghostbusters!”

Tornando alla famosa eccitazione di cui sopra, non ricordo come, non ricordo quando, riuscii ad organizzare un’andata al cinema della mia città con altri 2-3 amichetti. Buio in sala, titoli di testa e si parte:

Biblioteca infestata, Peter Venkman, Zool, “siamoprontiacredereinvoi”, Dana Barrett, discesa dalla pertica, Ecto 1 a sirene spiegate, “venimmovedemmoeloinculammo”, Mastro di chiavi, Guardia di porta, “seituundio?”, Marshmallow Man, “tiamonewyork!”, titoli di coda.

Incredibile! Cosa avevano visto i miei occhi! Non potevo credere a quanto quel film fosse stato divertente, emozionante ed eccitante allo stesso tempo. All’epoca al cinema, a differenza di oggi, che quando finisce un film arrivano i tizi dello staff a cacciarti e a spazzarti via assieme ai pop-corn, all’epoca potevi rimanere in sala e se te ne stavi buono buono, nessuno si accorgeva di te. Siccome il film che avevo appena visto era stato un sogno ad occhi aperti, decidemmo di restarcene seduti nelle nostre scomode poltroncine anni ’80 a rivederlo immediatamente. Peter Venkman, Egon Spengler, Ray Stantz e Winston Zeddemore erano diventati ufficialmente i miei eroi.

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“Venimmo, vedemmo…”

I giorni successivi alla visione di Ghostbusters la mia mente di regazzino era tutta per loro. Ricordo che col mio vicino di casa ci mettemmo a disegnare una quantità infinita di fantasmini multicolore e anche molti giochi all’aperto erano ispirati dagli Acchiappafantasmi. Ma anche a casa ritornavano i Ghostbusters. Sul Commodore 64 girava il gioco ufficiale del film con tanto di musichetta tratta dalla colonna sonora che impazzava per tutta la partita e vocina digitalizzata che gridava “Ghostbusters”. Il videogame era moooolto carino; all’inizio con i soldi a disposizione preparavi la tua attrezzatura e te ne andavi in giro per questa mappa di New York ad acchiappare fantasmi. Via via che il gioco proseguiva, le energie “spiritiche” della città aumentavano fino all’incontro tra il Mastro di chiavi e il Guardia di porta (due iconcine fetenti che si incontravano sulla mappa) che portavano allo scontro finale con il Marshmallow Man (più che uno scontro bisognava passargli tra le gambe per entrare in un palazzo). Al di là delle potenzialità del Commodore, il gioco per l’epoca era fantastico, sopratutto per chi, come me (bambino), aveva amato il film.

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“acchiappiamo ‘sto coso e andiamo a casa”

Ghostbusters fu un successo planetario e la “Ghostbustermania” era un realtà (non è che me la sono inventata io). La Filmation (quelli del cartone animato sui Masters of the Universe), lanciò al volo la serie “Ghostbusters”, quella con protagonisti lo smilzo, il panzone, il gorilla e l’auto trasformabile, per intenderci. La serie in realtà era ispirata ad un telefilm degli anni ’70, ma fu lanciata approfittando della fama del film con Bill Murray e soci, battendo sul tempo l’uscita dell’altra serie a cartoni, quella tratta dal film, che fu chiamata “The Real Ghostbusters” con il suffisso “Real” a sottolinearne l’ufficialità. Il Cartone animato dei “veri” Acchiappafantasmi presentava gli stessi eroi del film alle prese con avventure scanzonate a caccia di fantasmi e qualche “apparizione” importante di fantasmi noti come Slimer e il Marshmallow Man.

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Il cartone animato generò ovviamente una linea di giocattoli comprendente, oltre i 4 eroi, anche una marea di fantasmi, fantasmini, auto possedute, oggetti trasformabili in fantasmi e amenità varie. In quel periodo fu lanciato anche un videogame da sala giochi “The Real Ghostbusters Arcade Game”, convertito successivamente anche su varie piattaforme casalinghe. Ricordo che il gioco mi passò tra le mani sul Commodore 64. Abbastanza insulso.

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“da notare Peter Venkman con gli occhi laser”

Un po’ di anni dopo (5 per la precisione) qualcuno ebbe la brillante idea di bissare il successo di Ghostbusters, facendo riunire tutto il cast per un secondo episodio delle loro avventure. Ricordo che anche in questa occasione corsi al cinema gasatissimo e pur non ricevendo la stessa spinta emozionale del primo, il secondo capitolo dedicato agli Acchiappafantasmi riuscì comunque a divertirmi. In effetti anche a livello di storia e di carica umoristica il film non riusciva ad eguagliare il primo. Molti anni più avanti, lo stesso Bill Murray ha spiegato come la sceneggiatura di Ghostbusters 2 fosse ben diversa da come era stata concepita in origine. Inizialmente Ramis, Murray e Aykroyd si erano riuniti per creare un primo script buttando giù idee a ruota libera. Purtroppo la produzione, che ormai si trovava per le mani un “prodotto” sfornasoldi, si prese la briga di stravolgere le idee dei 3 attori. La cosa infastidì non poco il buon Bill portandolo in seguito a rifiutare un terzo capitolo della serie.

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“col c@zz che faccio un terzo episodio!”

Anche del secondo capitolo furono sfornati vari videogames, in particolare uno che avevo su Amiga 500, ispirato al film e dannatamente difficile (e neanche un granchè bello), ed uno per Sega Megadrive, stranamente collegato alla prima pellicola. Nel frattempo, videogiochi a parte, continuava la serie a cartoni animati che si interruppe nel 1991 quando i Ghostbusters avevano dato (apparentemente) tutto quello che potevano dare.
In realtà la fama degli Acchiappafantasmi non è mai scemata del tutto, i fan hanno sempre chiesto a gran voce un terzo episodio e per anni le voci su un possibile ritorno sul grande schermo si sono sempre rincorse. Molte dichiarazioni, smentite, balle dopo… arriviamo negli anni 2000. E per la precisione, nel 2009. Cade il 25° anniversario del primo film e contestualmente all’uscita in alta definizione di Ghostbusters, viene lanciato anche il videogioco “Ghostbusters – The Videogame” che viene presentato come una sorta di terzo capitolo dedicato a Venkman & Co.

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In effetti il gioco viene sceneggiato da Dan Aykroyd e Harold Ramis e doppiato interamente da tutto il cast del film e un po’ ovunque viene spiegato come questo gioco sia a tutti gli effetti un sequel dei 2 film. Vi lascio immaginare la mia gioia di bambino grande. Corro a comprarlo e pur essendo un po’ ripetitivo nelle meccaniche di gioco, non posso che gioire di fronte a quei personaggi che ancora una volta sono lì pronti a farmi credere in loro (coadiuvati poi anche dalle voci originali in italiano). È indubbio che la fama dei Ghostbusters sia dura da fermare. Complice l’effetto nostalgia che impregna questi ultimi anni (Zzapping è un esempio di lacrime da nostalgia), videogames a parte, abbiamo visto nuove action figure fare capolino nei negozi specializzati, costruzioni Lego, fumetti dedicati ai Ghostbusters e memorabilia varie. Nel frattempo ancora una volta in questi anni altre voci insistenti di un possibile sequel. Bill Murray sembra interessato, poi di nuovo no, poi ancora sì, poi Dan Aykroyd dice che con o senza Murray si farà un terzo episodio, poi Murray va da David Letterman e dice che “forse” farà un terzo film solo con un buono script, poi di nuovo no. Poi purtroppo a inizio 2014 ci lascia Harold Ramis (proprio l’anno del 30° anniversario della pellicola) e questo sembra mettere fine del tutto a ‘ste voci sul terzo episodio.

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Ma qualcosa sembra riaffiorare in superficie. Il regista Paul Feig si mette al lavoro per riportare i nostri eroi al cinema. Inizialmente sembra che in questa nuova pellicola i nostri eroi passeranno il testimone ad una nuova generazione di Ghostbusters, poi un simpatico fantasmino spunta da qualche parte per farci lo scherzone e veniamo “smerdati”. Il film non sarà un sequel, ma un vero e proprio reboot. Gli Acchiappafantasmi non saranno più “gli” ma “le” (e il cambio dell’articolo cambia parecchio le cose). Da subito il popolo del web ha iniziato ad inveire contro tutto e tutti per la scelta non solo di rifare il film da zero, ma addirittura con un cast tutto al femminile. Roba da scene apocalittiche di cui parlano Venkman, Stantz, Zeddemore e Spengler al Sindaco Lenny: “Fuoco e zolfo che piovono dai cieli, fiumi e oceani che bollono! Quarant’anni di tenebre, eruzioni, terremoti! Morti che escono dalle fosse! Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!”.  È cosa nota di come il trailer del nuovo Ghostbusters abbia vinto il premio come del più “odiato” nella storia di Youtube e a niente è valso il fatto che le protagoniste siano tra le attrici di commedie più in voga del momento. Personalmente anche io dopo aver visto il primo trailer sono rimasto abbastanza deluso. Già il secondo trailer ha presentato un po’ più di situazioni “divertenti” ed effetti speciali di ottimo livello, anche se c’è qualcosa che ancora non mi torna nel tipo di comicità. Però è ancora presto per giudicare, alla fine potrebbe funzionare. E allora che si fa? Si aspetta buoni, serafici, l’uscita del film il prossimo luglio. La parte di me che ama l’originale Ghostbusters (e che mi ha fatto scrivere questo sproloquio interminabile) attenderà la visione della pellicola prima di gridare allo scandalo (come poi è giusto che sia, che diamine gridi a fare prima del tempo?).

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E poi alla fine potrò trarre le mie conclusioni e qualora ci sarà da lamentarsi della nuova pellicola… se sarò disturbato da rumori nel pieno della notte, se proverò un senso di terrore in cantina o in soffitta o se vedrò spiriti, spiritelli o fantasmi, saprò senza dubbio chi chiamare. Chiamerò i professionisti.

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“siamo pronti a credere in voi!”

I “veri” Ghostbusters!

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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