G.I.Joe – Da soldato semplice ad eroe americano

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Ci ho girato attorno per molti giorni. Ne ho parlato in qualche modo accennando ai videogiochi, ai fumetti, ma non ho mai affrontato realmente l’argomento. Ed ora eccomi qui, senza girarci più attorno, finalmente parliamo dei G.I.Joe.

Devo essere onesto, in vita mia ho sempre trovato poche persone appassionate dei G.I.Joe. La maggior parte della gente che conosco è sempre stata patita dei Cavalieri dello Zodiaco, di Ken il Guerriero, dei Transformers, persino dei Barbapapà, ma raramente dei G.I.Joe.
Forse perché erano militari, forse perché erano americani, chi lo sa, ma vi assicuro che ho sempre beccato persone con sentimenti molto freddi nei confronti dei Joes. Per me invece, dovete sapere, c’è sempre stato un legame a filo doppio con i militari di casa Hasbro. I Joes sono stati la “causa” della nascita di tante delle mie passioni, oltre ad essere loro stessi una di quelle passioni.
Ricordo, nel lontano 1984, quando “incontrai” per la prima volta i Joes. Il nostro primo incontro fu videoludico. Ero da mio zio, felice possessore di un Commodore 64 (che poco più avanti avrei avuto anche io) e tra i tanti giochi con i quali feci la conoscenza, c’era anche questo titolo nel quale potevi utilizzare svariati personaggi, dai nomi e dagli armamenti più disparati, per affrontare altrettanti nemici utilizzati dal computer. Il gioco in questione si chiamava appunto G.I.Joe a real American Hero, anche se all’epoca lo chiamavamo “GI” Joe (non “GI AI” all’americana). Il videogame era realizzato dalla Epyx, che all’epoca era famosa per titoli come Pit Stop o Impossible Mission.

GIJoe_epyx

“un’esplosione di grafica”

Personalmente non avevo la benché minima idea di chi fossero quei personaggi, anche perché in Italia fino ad allora non si era mai visto nulla che riguardasse quei simpatici militari. In realtà la fama dei G.I.Joe in America era già da molto tempo più che affermata. Fin dal lontano 1964, la Hasbro produceva un pupazzone per maschietti chiamato GI Joe. Il giocattolo in questione aveva, come una Barbie belligerante, vari abiti da indossare e svariati armamenti. C’era la tenuta da aviatore, quella da marine e così via… tutto l’occorrente per essere chic in tempo di guerra insomma. Finiti gli anni ’70 la Hasbro cessò la produzione del bambolotto che sembrava aver terminato le cartucce da sparare.

G.I. Joe 1964 (1)

Nel 1982 la Hasbro decise quindi di riprovarci con Joe, stavolta cambiandone formato e “missione”. Stavolta il caro GI Joe sarebbe stato non un unico militare da vestire e svestire, bensì una task force americana (di dimensioni molto più ridotte) dedita a combattere i Cobra, una organizzazione terroristica con la solita brama di conquista del mondo.
Tornando al videogioco di cui sopra, a quell’epoca ero praticamente all’oscuro di tutta ‘sta roba, quindi per me i personaggi di quel gioco, pur essendo belli da vedere nei loro pixel, erano limitati ad essere “eroi” di un videogame. Solo pochi anni dopo, per la precisione nel 1987, i G.I.Joe iniziarono a fare capolino nel Belpaese. Delle prime avvisaglie iniziai ad averle quando un bel giorno su Topolino trovai una sorta di fotoromanzo/pubblicità che raccontava le avventure di questi nuovi giocattoli. La cosa divertente è che, a parte 1 o 2 personaggi, nessuno dei giocattoli presentati mi ricordava in alcun modo i protagonisti del videogame. Sì, perché in Italia i giocattoli arrivati facevano parte della linea americana del 1985, mentre il videogame (che era di fine 1984) era ispirato alla prima linea di giocattoli del 1982, praticamente mai arrivati da noi.

Topolino 1653

“più avvincente di una soap opera”

Comunque, beghe temporali a parte, un bel giorno feci la conoscenza “live” a casa di un amico di alcuni pupazzetti dei G.I.Joe e considerando poi che proprio in quei giorni Odeon TV mandava in onda il cartone animato, non potevo che restare folgorato da quei nuovi giocattoli.
Da sempre appassionato di team con personaggi ognuno con le sue caratteristiche, trovai nei giocattoli dei Joes pane per i miei denti. Ogni pupazzetto era un “esperto” di qualcosa. C’era il personaggio adatto alle missioni sulla neve, quello esperto di esplosivi, il ninja esperto… di cose da ninja, il tizio col lanciafiamme e così via. Per non parlare poi dei temibili Cobra, con le più disparate caratteristiche ed uniformi fighissime.
In quegli anni collezionai come un pazzo quei fantastici pupazzetti (che conservo ancora gelosamente). Poi, nel 1989, ancora una volta i G.I.Joe furono artefici di un “incontro” che cambiò la mia vita. Così come anni prima erano stati i Joes a farmi “conoscere” il Commodore 64, così un bel dì, in edicola trovai il numero 10 del fumetto dei G.I.Joe. All’epoca la Marvel aveva i diritti sui personaggi della Hasbro e produceva la serie a fumetti, la quale indirettamente mi fece scoprire tutto il resto del mondo di supereroi Marvel che mi si attaccarono addosso e che ancora oggi non mi mollano.

gijoecomics

Nei primi anni ’90 i giocattoli dei Joes sparirono dai negozi ed io personalmente avevo già da un po’ abbandonato l’acquisto, pur restandone comunque appassionato. Molti anni più tardi, con l’avvento di internet, scoprii che la Hasbro in America non aveva mai cessato la produzione dei G.I.Joe, che anzi prosegue tutt’ora. Con una rinnovata passione, ho iniziato l’ardua missione del recupero dei personaggi mancanti, in primis quelli delle prime 3 annate (1982-1984) mai arrivati in Italia. Uno su tutti il fantomatico Comandante Cobra (presente solo nelle serie ’82-’83) che per anni era stato il grande assente della mia collezione.
Vi lascio immaginare quindi, da appassionato dei pupazzetti della Hasbro, come possa aver affrontato la notizia dell’arrivo al cinema del film sui G.I.Joe. Nel 2009 infatti arriva nelle sale G.I.Joe La nascita dei Cobra, filmaccio testosteronico che si ispira ai giocattoli della mia infanzia, seguito alcuni anni dopo (2013) da G.I.Joe La vendetta. Sebbene i due film siano delle belle tamarrate, non ho potuto esimermi dal vederli e non vi nascondo che una parte di me li trova anche gradevoli.

G.IJoe-film

“nella foto: Mimo dello Shield, Bruce Vodafone Summer Party e The Rock”

Mentre negli States da alcuni anni la Hasbro ha effettuato un restyle dei personaggi rendendoli più “posabili”, più dettagliati e con più accessori, in Italia, a parte un timido tentativo di rilanciare i fumetti (naufragato drammaticamente), dei G.I.Joe non c’è traccia. Negli USA la notorietà dei Joes non è mai diminuita, negli anni sono partite nuove serie a fumetti e nuovissime linee di giocattoli e si vocifera di un prossimo universo allargato cinematografico. Sembrerebbe che la Hasbro voglia unificare gli universi dei Transformers con quelli dei G.I.Joe (come nei fumetti accade già da molti anni) creando un unico universo coeso, che sicuramente potrebbe far bene alle vendite dei giocattoli.

Da parte mia, nell’attesa di scoprire cosa succederà al cinema, timidamente di tanto in tanto, continuo ad acquistare su Ebay i personaggi che mi mancano. Un giorno o l’altro sono sicuro che riuscirò a completare la mia collezione.

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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