Bloopers – (Ancora) errori e sviste nei film più famosi

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Secondo appuntamento col post dedicato agli errori sui set dei film più famosi (qui il primo).

Quest’oggi inizierei la passeggiata tra i set con uno dei capisaldi della sci-fi cinematografica: Terminator. Il primo però, quello bello, dove Schwarzy parla poco e spara tanto, non l’ultimo dove per 10 euro, in un paio di ore ti distruggono il franchise. Che almeno se restavi a casa ti guardavi Game of thrones, dove c’era sempre Emilia Clarke e se avevi fortuna le vedevi le bocce. Invece sei andato al cinema e l’unica cosa che ti è rimasta è Schwarzy che ride del tuo portafogli con 10 euro in meno.

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“anche un maiale può arrampicarsi su un albero quando viene adulato”

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Va bè, sapete tutti che dal futuro Skynet manda un Terminator nel passato a uccidere Sarah Connor, madre del futuro leader della ribellione, giusto? Bene. Allora, Il nostro “Schwarzenator” arriva nel passato e non sa bene chi sia la donna da uccidere, allora ti prende un bell’elenco telefonico e decide di far visita a tutte le Sarah Connor che trova. Forse però si fa prendere dalla foga e nella smania di ammazzare sbaglia indirizzo, perché il numero sull’elenco è diverso da quello dell’abitazione della malcapitata. D’oh!

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Dopo aver fatto irruzione in casa della poveretta, il Terminator le punta la pistola contro, poi si ricorda che deve pulirsi le scarpe prima di entrare in casa e quindi tra un’inquadratura e l’altra fa un passo indietro. Arnold si sa, sarà anche cattivo, ma è uno che conosce le buone maniere.

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Dopo aver fatto fuori le prime 2 Sarah Connor è il turno di eliminare l’ultima sulla lista. Ecco allora che Schwarzy entra in un locale alla moda (si fa per dire) e cerca tra la folla la poveretta. James Cameron evidentemente aveva problemi a reclutare comparse per la scena, nel cambio di un’inquadratura infatti, vediamo una tizia ballare e contemporaneamente parlare amabilmente con qualcuno, seduta ad un tavolino.

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Fortunatamente per la nostra Sarah, dal futuro è arrivato anche un baldo giovane: Kyle Reese, con il compito di salvarla dalla macchina assassina. Quest’ultimo, presa la giovane donzella per la mano, inizia la sua fuga. Poco prima il nostro eroe aveva rubato da una macchina della polizia un fucile e per nasconderlo meglio nella giacca ne aveva segato il manico, ma ecco che nel fuggi fuggi il manico incriminato ricompare.

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Il Terminator ruba un’auto della polizia e si lancia all’inseguimento di Kyle e Sarah. Durante la caccia, in qualche momento che non ci viene mostrato, Schwarzy cambia macchina al volo, perché quando termina la corsa andando a sbattere, notiamo che la portiera dell’auto ha una scritta totalmente diversa da quella che mostrava all’inizio (?!).

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Dopo la botta presa, Arnold è costretto a tornare nell’albergo dove alloggia per risistemarsi un po’ (sapete come ci tengono al look i Terminator).Una bella sciacquata alla faccia, una risistemata al giubbotto, un fucile nuovo e una aggiustatina all’occhio malconcio. Ecco la famosa scena in cui il Terminator si toglie l’occhio in eccesso. Una bella inquadratura al taglierino così da farci venire i brividi e… Schwarzy se lo punta verso l’occhio. Ehi, un momento! Ma la punta dov’è finita?

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E concludiamo con la famosa scena dell’irruzione nella stazione della polizia da parte del Terminator. Come ricorderete, Arnold entra spacciandosi per un amico di Sarah Connor, ma il poliziotto all’entrata gli dice che non è orario per le visite. Schwarzy allora guarda il tizio e gli dice la frase che lo ha reso celebre come Terminator: “Aspetto fuori!”.
Fermi un attimo! Ma non era “I’ll be back!” la frase famosa di Arnold? In effetti in originale diceva proprio così, solo che in italiano hanno avuto l’indecenza di tradurla con “Aspetto fuori”. Bah! Comunque, traduzioni a parte, nella scena vediamo che il Terminator fa irruzione nella stazione della polizia entrando dalla porta con un’auto. Dall’inquadratura che ci mostra il poliziotto possiamo vedere le luci dell’auto che si avvicinano, ma poi nel cambio di inquadratura l’auto ha i fari spenti.

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Kill Bill (vol.1)
Continuiamo la blooperata con tutt’altro film. Parliamo di Kill Bill, quello con la Sposa assassina che fa a fette tutti quelli che non le hanno portato un presente al suo matrimonio. La nostra “eroina” col dente avvelenato decide di stilare una bella lista di tutte le persone che le stanno sulle balle. Evidentemente però prima di passare all’azione, tra una scena e l’altra decide di fare la “bella copia” della lista, perché la grafia nelle 2 inquadrature è visibilmente diversa.

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E via che si parte per la vendetta. Prima della lista (anche se è la seconda, va bè se avete visto il film avete capito cosa intendo) è Vernita Green. Nella scena vediamo le 2 darsele di santa ragione a suon di coltellate e schiaffoni. Ad un tratto però torna a casa la figlia di Vernita e siccome sembra brutto darsele davanti ad una bambina, le simpatiche donne decidono di chiudersi in cucina a prendere caffè e pasticcini da brave massaie. Nel cambio di stanza però la simpatica padrona di casa deve essersi rovesciata del vino addosso, perché nella scena successiva ha una fastidiosa macchia rossa sulla felpa.

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Sappiamo bene come le macchie di vino siano difficili da togliere, così Vernita, inviperita dalla macchia, decide di sparare un colpo di pistola alla povera Sposa che però si scansa. Il muro si buca, ma nella scena successiva è miracolosamente intatto.

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E’ tempo di flashback! Tarantino adora farci andare avanti e indietro per i suoi film. Nella scena in cui la Sposa si risveglia dal coma e fugge dall’ospedale sulla carrozzina, possiamo notare come nel parcheggio si sia sparsa da subito la voce che c’è in giro una donna pericolosa. Non appena alcune persone che erano in macchina la vedono, fuggono immediatamente, peccato però che tutto avvenga nel lasso di tempo di un’inquadratura.

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Più avanti nel film la nostra Sposa vola in Giappone per affrontare O-Ren Ishi. Nel locale, prima di affrontare gli 88 Folli, c’è anche il tempo di mozzare un braccio alla povera Sofie. Il sangue sgorga a fiumi ma sporca in maniera un po’ strana la tuta gialla della Sposa. Nelle 2 inquadrature infatti si può notare che qualcosa non torna.

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Al termine di un lungo combattimento, finalmente O-Ren viene uccisa. La donna cade morta a faccia in giù nella neve. Poi però forse ci ripensa e decide di cambiare posizione per l’inquadratura successiva. Fa un paio di passi nella neve, avvicina l’amata spada e finalmente esala l’ultimo respiro.

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Spider-Man
Con l’ultimo blooper della giornata torno indietro nel tempo, ad un po’ di Spider-Man fa. Con esattezza al primo film sull’Uomo Ragno, quello di Sam Raimi con il simpatico Tobey “faccette” Maguire.

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“le migliori interpretazioni di Tobey”

Faccette a parte, all’inizio del film vediamo lo sfigato Peter Parker che corre per non perdere l’autobus per la scuola. Nell’inquadratura successiva vediamo dal vetro un camion che non era presente in quella precedente. Misteri degli scuolabus!

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Successivamente il “pavido” Parker viene morso dal ragno e inizia a sviluppare i suoi poteri, compreso quello di spruzzare ragnatele da tutti i pori. E’ l’ora di testare questa tela. Spara di qua, spara di là, Peter tira via una lampada fracassandola al muro. Nell’inquadratura successiva però ritroviamo la lampada sul mobile intatta. Diavolo di un Peter! Ha avuto anche il tempo di aggiustarla!

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Il Ragno inizia a far parlare di sé. I giornalisti però, si sa, non hanno mai nulla da raccontare. Il pessimo giornalista infatti, non avendo nulla da riportare nell’articolo, opta per ripetere 2 volte le stesse frasi. E’ proprio vero che la stampa è morta.

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Peter a scuola decide di fare gli scherzoni al compagno di classe Flash Thompson, quello che lo vessava fino ad un paio di giorni prima. Decide di lanciargli addosso un vassoio pieno di verdure. Carote, spinaci… no aspetta! Da dove diamine è uscito tutto quel mais?

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Comunque l’azione di Peter fa andare Flash su tutte le furie. In effetti non deve essere piacevole avere quelle verdure che ti “camminano” su tutte le spalle (dalla spalla sinistra alla destra in un battibaleno).

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Tutti sanno quanto possa incutere timore Norman Osborn. E’ una tipica giornata di ufficio e tutti sono seduti a sfogliare le loro cartellette. Ad un tratto evidentemente Norman lancia un’occhiataccia a tutti, perché nell’inquadratura successiva tutti zitti e con le cartellette chiuse! Quell’Osborn è proprio uno che si fa rispettare, non c’è che dire.

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Norman Osborn. Come farà quell’uomo ad incutere tanto timore negli altri e a farsi rispettare? Una tizia del college di Peter vuole scoprire quale sia il suo segreto, decide quindi nelle varie inquadrature di passare più volte con aria indifferente origliando le parole dell’uomo. O è così o Sam Raimi non aveva abbastanza soldi per delle comparse. Fate un po’ voi.

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E anche oggi si conclude la carrellata di blooper cinematografici. Ancora tanti e tanti errori vi aspettano nelle prossime puntate. Per adesso vi saluto nella speranza di non incorrere nelle ire delle segretarie di edizione di tutto il mondo.
Alla prossima!

 

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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