Battlestar Galactica, dalla tv al gioco da tavolo

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Din din… Ooooooooooooo la la la la la…
Sì ok, cantare online non è il mio forte. Mi dovreste vedere però al karaoke. Ah, lì si che mi faccio valere.

Quello che cercavo di “intonare” con risultati davvero scadenti, è il tema iniziale di quella che è stata (ed è tuttora) la migliore serie sci-fi dell’ultimo decennio, ovvero Battlestar Galactica.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, si tratta del remake della nota serie tv di fine anni ’70 creata da Glen A. Larson: Battlestar Galactica (ma tu guarda che coincidenza).

BSG (per quelli che hanno confidenza con la famiglia) viene rivisitata nel 2003 con una miniserie che ha fatto da trampolino di lancio alla serie tv durata 4 stagioni, a 2 webserie e ben 2 film. Per grandi linee la trama narra le dis-avventure dell’equipaggio della Galactica, una nave spaziale da battaglia destinata al pensionamento dopo tanti anni di onorata carriera, e di una dozzina di navi coloniali al seguito con a bordo poche decine di migliaia di persone.
Wow che trama avvincente! Beh, non finisce proprio tutto qui.
La Galactica, dovete sapere, non è propriamente una nave tipo MSC in viaggio per le Fiji e le persone al suo seguito non sono turisti in costume da bagno e ciabattine, tutt’altro.

Per decenni gli abitanti delle 12 colonie spaziali, protagonisti della serie, hanno combattuto contro i Cylon, macchine da loro stessi create, che capito che gli umani gli stanno sulle balle decidono di ribellarsi. Dopo tanti anni di guerra si giunge ad una tregua che pone fine per moooolti anni alle battaglie spaziali.
Un bel giorno però, i Cylon pensano bene di rompere il trattato di pace. Evolutisi dopo tanti anni, ed assunte le sembianze di umani (prima si presentavano come scintillanti robottoni), riescono ad infiltrarsi subdolamente nelle colonie attaccandole contemporaneamente e spazzandole via in un colpo solo. Prima della fine però, circa 50,000 persone riescono a fuggire dai vari pianeti e trovata nella Galactica l’ultimo baluardo di difesa contro le macchinacce, fuggono nello spazio alla ricerca di una terra promessa che possa ospitarli.

Come già detto, i Cylon adesso possiedono sembianze umane e quindi (come gli abitanti della Galactica scopriranno a loro spese) si sono infiltrati anche tra gli umani rimasti. Inoltre i cattivoni, non contenti di aver praticamente estinto l’umanità, partono all’inseguimento dei fuggiaschi attaccandoli simpaticamente con le loro navette spaziali. Gli unici mezzi di difesa degli umani saranno i pochi caccia da battaglia presenti ancora sulla Galactica e la possibilità di effettuare salti nell’iperspazio per mettere quanta più distanza tra sé e le macchine assassine.

Come dei novelli ebrei in fuga dall’Egitto alla ricerca della terra promessa, i nostri esodati affronteranno: scontri interni, voltafaccia, calamità di ogni tipo, scontri ideologici e religiosi, tradimenti, rivolte perché è finito il caffè e la cacca brutta… quella a palline.
Aggiungete a tutta questa bailamme una serie di personaggi con dinamiche fantastiche e avrete una serie eccezionale, forse con alcuni episodi un po’ dùpalle, ma comunque nel complesso splendida.

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“pronti per la foto? Dite: Armageddooooon”

Detto questo (e meno male che non mi volevo dilungare) torniamo al vero oggetto di questo post.
Battlestar Galactica – Il gioco da tavolo

Il gioco è un cooperativo, nel quale interpreteremo i personaggi principali della serie tv, ognuno con un suo ruolo (ammiraglio, presidente, pilota) e con delle abilità esclusive. Il nostro obiettivo sarà  quello di sfuggire ai Cylon inseguitori e giungere all’agognata terra promessa, chiamata Kobol.
All’inizio della partita, oltre a scegliere un ruolo, i giocatori pescheranno una carta (che non riveleranno a nessuno) che li identificherà come umani o come infiltrati Cylon. Nel secondo caso i giocatori giocheranno all’insaputa degli altri con lo scopo di far perdere gli umani e non farli arrivare a destinazione, sabotando le loro strategie e attaccandogli le gomme sotto al tavolo.

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Il tabellone di gioco rappresenta la Galactica con le sue aree.
Ogni area ci permetterà di compiere determinate azioni, in più ad ogni turno si pescheranno delle carte abilità (con 5 colori diversi a seconda della tipologia ed un valore segnato nell’angolo della carta stessa che va da 1 a 5). Queste carte daranno ai personaggi dei bonus di intervento in determinati settori della nave o azioni e saranno impiegate anche per risolvere le crisi. Tali carte in alcuni casi sono ad esclusivo appannaggio di un determinato ruolo, quindi sarà interessante scegliere in maniera oculata i ruoli ad inizio partita e non avere la sfiga che qualche Cylon infiltrato le usi male. Inoltre sul tabellone è presente un area che rappresenta il caricamento del motore per il salto nell’iperspazio. Ad ogni salto completato ci avvicineremo di più al nostro obiettivo finale. Con 8 salti la partita è vinta.
Il problema è farli ‘sti 8 salti.

Per vincere, infatti, i giocatori avranno solo un modo. Arrivare a Kobol.
La partita finisce immediatamente decretando i giocatori Cylon vincitori se: la Galactica viene danneggiata in 6 delle sue aree, se uno dei quattro contatori presenti sul tabellone (cibo, carburante, popolazione, morale) arriva sullo zero, o se la Galactica viene invasa fisicamente dai Cylon.

Alla fine di ogni turno, inoltre, gli sventurati giocatori si troveranno a dover affrontare le crisi di cui sopra. Queste ci piomberanno addosso in maniera casuale venendo pescate da un apposito mazzo. È proprio qui che si sentirà maggiormente la presenza degli infiltrati.
Sì, perché per affrontare le crisi e vincerle, dovremo raggiungere il valore richiesto dalla carta pescata, utilizzando per superarla, le carte abilità che abbiamo in mano, ma solo con i colori richiesti dalla crisi stessa.
In pratica, ad esempio,  per vincere una crisi di difficoltà 12 verde, rossa e gialla, dovremo utilizzare solo i 3 colori richiesti e spendere tante carte fino a raggiungere il famoso 12 richiesto. Per farlo utilizzeremo appunto le nostre carte abilità guardandone il valore in alto giocandola/e coperta/e sul tabellone. Così faranno tutti i giocatori (sempre se hanno il colore richiesto). A questo punto si mescolano le carte spese, si pescano 2 carte random, sempre coperte, da un mazzo di carte abilità con tutti i 5 colori (per dare un pizzico di incertezza maggiore). Si girano le carte e si vede se la crisi è stata superata o meno.

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Il valore della carta viene sottratto se il suo colore non è tra quelli richiesti dalla crisi. Se la crisi viene superata, ci abbracciamo e baciamo e speriamo bene fino al prossimo turno. In caso contrario ci becchiamo il suo effetto negativo. La carta crisi inoltre ci dice, indipendentemente dal suo superamento, se dobbiamo caricare o meno i motori per il prossimo salto nell’iperspazio e se veniamo accerchiati o meno da navi Cylon (che verranno piazzate sul tabellone) pronte a dare battaglia alla Galactica e alle navi che scortiamo.

Viene da sé quindi pensare che se nelle carte scoperte ci sono colori non richiesti, qualcuno sta giocando contro gli umani (oppure si tratta delle carte random?). Da qui partiranno tutta una serie di sospetti che inaspriranno i rapporti tra i giocatori portandoli a non fidarsi l’uno dell’altro e a sputarsi nei casi più disperati.

Il gioco, da quello che si può immaginare, non è proprio immediato (dopo una partita tutto è più chiaro) ma il ritorno in termini di divertimento è elevatissimo. In tutte le partite si respirerà un’ aria di instabilità e sospetto palpabile e la paura della prossima crisi sarà il motore che vi spingerà a fare azioni sensate ad ogni turno. La cooperazione tra i giocatori poi sarà fondamentale per vincere e questo dona una profondità al gioco davvero unica.

Personalmente annovero questo gioco come il vero pezzo da novanta della mia collezione di board games. Perfetto nelle meccaniche, riesce a ricreare in maniera fedelissima le dinamiche della serie tv.
Certo, proporlo in una serata a giocatori occasionali non sarà fattibile. Il gioco si rivolge ad una tipologia di giocatori che è andata un po’ più avanti del Monopoli o del Risiko, richiedendo molta più strategia e impegno del mero tirare dadi, muovere pedine e gridare: UNO!
Il più dei giocatori è gente che viene da quelle esperienze lì, quindi non vi meravigliate se a metà della spiegazione delle regole vi troverete con persone in preda a convulsioni o gravidanze isteriche.

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“aaargh! Dov’è Parco della Vittoria? Doveeeeeeeee”

Trovato un gruppo di gioco solido, vi divertirete sicuramente tanto. Se avrete visto poi anche la serie tv, beh, ancora meglio. Sentirete ancora più familiari i personaggi che interpreterete.
La prossima volta che volete giocare a qualcosa che non comprenda pedine a forma di fiasco di vino o carrarmatini vari, fatevi un regalo serio, giocateci. Non ve ne pentirete. Se poi non avete visto neanche la serie, beh prendetevi un periodo di ferie al lavoro e rimediate prima che il mondo finisca.

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Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

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