Alien: Covenant. Nello spazio nessuno può sentirti bestemmiare.

0

Proprio oggi esce nelle sale Alien: Covenant, l’attesissimo sequel di Prometheus! Che poi è il prequel di Alien! Anche se in realtà è il secondo di una trilogia di quelli che poi sarebbero i prequel di Alien! Che poi sarebbero…

Insomma, se non fosse bastato Prometheus a bastonare la già troppo maltrattata saga del povero xenomorfo, ecco arrivare dopo una marea di immagini, trailer, video virali e hype crescente, appunto Alien: Covenant.

Il problema di Prometheus è stato sicuramente in primis quello di avere una sceneggiatura fatta di emmenthal. Ma come attenuante sicuramente c’era quella di avere alla penna Damon Lindelof, la mente (assieme al caro J.J.) dietro Lost. Insomma Damon c’era riuscito già con Lost a creare il trappolone pieno di misteri, quindi perché non bissare con Prometheus?
Forse perché non era il caso? Va bé, comunque è storia antica, ci ho messo anche una pietra sopra. Infondo era il 2012, c’era anche il problema della fine del mondo, magari Damon avrà pensato: “il mondo sta per finire, vuoi vedere che mi vengono a fare le pulci per qualche buco di sceneggiatura e qualche mistero inutile buttato qua e là?”.

“Il calendario Maya che ci ricorda l’uscita di Prometheus”

Come avrete notato, il mondo poi non è finito e i fan di Alien (e non), giustamente, hanno bussato a casa Lindelof per dirgliene 4 e avere qualche risposta, ma non c’era. Dice che si è trasferito su di un’isola (!!). Ho detto isola?

Nel frattempo, il maestro Ridley Scott aveva già fatto sapere che se il mondo non fosse finito quel 2012, avrebbe continuato la sua trilogia prequel di Alien e che tempo un po’ di anni avrebbe sfornato Prometheus 2 o come cavolo pensava di chiamarlo.

Anche Ridley, vistosi alle strette per colpa dei Maya, è dovuto correre ai ripari e quindi di buona lena si è messo alla ricerca di uno sceneggiatore che potesse sostituire Damon che come già detto era sparito.
Passano alcuni anni, il buon Ridley imbastisce qualche nuovo film, produce alcune serie televisive e tra una news e l’altra giunge voce che Neill Blomkamp (il regista di quel filmone di District 9, per intenderci) ha in mente di realizzare una pellicola su Alien, nientemeno andando a collocare il suo film dopo Aliens scontro finale.

Mentre sul suo blog fioccano concept art varie che ingolosiscono i fan di mezzo mondo, Ridley continua a far sapere in giro che Prometheus 2 uscirà di sicuro prima dell’Alien di Blomkamp. Ok, basta che ci diate un film decente, poi potete giocarvela pure a morra cinese.

Dopo aver risolto tra loro la questione di chi girava per primo cosa,  e aver recuperato un nuovo sceneggiatore, ecco arrivare timidamente l’annuncio del titolo del nuovo film di Ridley Scott sul caro xenomorfo: Alien: Paradise Lost, successivamente cambiato in Alien: Covenant. Va bé, sottigliezze. I poster del film sono quanto mai eloquenti. “Scappate”, “Nascondetevi”, “L’origine del terrore”, “Pizza e birra 3,50€”, insomma tutto lasciava intuire un vero ritorno alle origini e basta spiegoni.

Da fan sfegatato della saga di Alien (che per me si conclude brevemente con Aliens) l’ultimo anno l’ho passato contando le ore che mi separavano dall’entrata in sala (anche se ammetto di averlo fatto anche con Star Wars Episodio 7, con Star Wars Rogue One, con…)

Buio in sala, dopo una scena che fa un po’ da ponte con Prometheus, titoli di testa e inizia il film.
La nave Covenant è in viaggio da svariati anni col suo equipaggio in sonno criogenico. La missione è trasportare 2000 coloni e materiali per la terraformazione di un nuovo pianeta. A causa di un guasto provocato da una tempesta di neutrini nello spazio, la nave si danneggia e l’equipaggio specializzato è costretto a svegliarsi prima del tempo per risolvere la crisi. Risolto il problema di ‘sti benedetti neutrini, l’equipaggio decide di ritornare a nanna per riprendere il viaggio, ma poco prima di andare a dormire intercettano una trasmissione radio da un pianeta poco distante che sembra avere anche una splendida atmosfera. Perché non colonizzare quello e risparmiarsi un altro noioso viaggio?

“Vedi mai che ci trovi anche Damon Lindelof si è nascosto da queste parti?”

Fin qui la trama, che vi posso raccontare senza spolierare nulla. Poi continuo facendovi capire cosa ne penso del film (che poi credo abbiate già capito dove voglio andare a parare).
I primi 20 minuti di film sono davvero belli. Ridley mostra il meglio di sé. Con lo spazio poi ultimamente c’è tornato in confidenza dopo il bel The Martian e sta confidenza si vede.

Ridley ci porta dunque sul nuovo pianeta dove si svolgerà tutta l’azione del film. Minuto dopo minuto si inizia a delineare una situazione drammatica molto tensiva, insomma si vede la mano del gran regista. Ecco arrivare il climax e finalmente vediamo la prima creatura aliena, wow! Bei momenti.

Poi quei 20 minuti buoni di film passano e il film diventa un po’ come Predators. Avete presente Predators quello prodotto da Robert Rodriguez? Quello che inizia figo con tutti paracadutati sul pianeta alieno non si sa perché e non si sa percome? Quello che devono capire come mai li vogliono eliminare e nel frattempo sopravvivere? Quello che poi da quando arriva Laurence Fishburne il film perde talmente senso che ti chiedi perché sei ancora seduto in sala a guardarlo? Sì, quello lì insomma.

“Dai, che sono arrivato io e vi alzo il livello del film!”

Ecco, in Alien: Covenant, dopo circa venti minuti stavolta arriva Michael Fassbender e il film diventa insulso come Predators.
Da quel punto diventa evidente che Ridley Scott aveva quell’appuntamento dal dentista che non poteva perdere e decide di lasciare la macchina da presa al primo che capita altrimenti lui deve rimandare ancora l’appuntamento, che se lo sta trascinando dal 2012. Che lui aveva deciso di rimandare tanto il mondo doveva finire, poi tra una cosa e l’altra, rimanda oggi, rimanda domani ad un tratto devi andare perché coi denti non si scherza.

Al minuto 20, tanto più o meno la troupe ha capito come si fa a girare, puoi anche lasciarli da soli. Comunque il film inizia a prendere questa tremenda china da filmetto horror nel quale devi fare giusto la conta per capire chi è il prossimo a morire, mentre la coesione tra i personaggi va a farsi benedire ed ognuno inizia a fare quello che gli pare. Ogni tanto per alzare il tono del film Fassbender cita Byron (non Moreno, Lord Byron) giusto per alzare il tono del film.

Tra nuove versioni sulla creazione degli xenomorfi arriva il momento action del film e lì sul set passano la macchina da presa allo stagista che ha visto giusto Fast and Furious il quale decide di girarlo un po’ con quello stile. Mentre in sala mi mangio la poltrona della sala perché non avevo altro da mordere per la rabbia, il film riporta i nostri eroi (quelli sopravvissuti) sulla Covenant, in attesa del lieto fine.

“Ridley hai dimenticato che il bello degli alieni è quello di vederli poco e al buio?”

Ma il peggio non è ancora finito (sia per l’equipaggio che per lo spettatore). Un alieno è presente sulla nave, e ora?
Va bé, basta ricopiare male un po’ di scene viste nei primi 2 Alien ed il gioco è fatto. Ovviamente aggiungendo qualche scena action moderna per andare incontro al gusto attuale.
E per finire, la ciliegina sulla torta, il colpo di scena finale (telefonatissimo da buoni 15 minuti) che dovrebbe farti saltare dalla poltrona, ma io ero troppo intento a morderla per farlo.

Insomma, uno sfacelo. Esco dalla sala demoralizzato con nella testa la voce di Ridley che in un’ultima intervista diceva “Era frustrante l’idea che nei sequel di Alien nessuno avesse mai spiegato l’origine di quei mostri”.
Ora, caro Ridley, prima di tutto mi chiedo perchè dovrebbe interessarmi conoscere l’origine degli alieni? Insomma, ciò che li ha sempre resi delle creature affascinanti è stato il vederli per quello che sono. Alieni appunto. Misteriosi, implacabili e dannatamente spaventosi. Ma poi, se proprio avessimo voluto saperne le origini, non credi sarebbe stato il caso di spendere almeno 2 lire per uno sceneggiatore decente? E poi non era il caso di rimandare la visita dentistica ad un altro giorno?

“Forza, citiamo un po’ Alien e portiamo il lavoro a casa”

Con l’ennesima delusione nel cuore e sapendo che la Fox ha bellamente cancellato l’ipotetico film sull’Alien di Neill Blomkamp, vi saluto e vi lascio dicendovi: se proprio non vi era bastato Prometheus, Alien: Covenant è una garanzia. Stesso regista, stessa delusione.
See ya!

p.s. se come me siete dei fan della saga di Alien e volete leggere un vero sequel di Aliens con la “S” maiuscola, vi consiglio di recuperare il volume a fumetti appena pubblicato dalla Saldapress “Aliens 30°Anniversario” che poi altro non è che la ristampa di un vecchio volume della Play Press pubblicato negli anni ’90 (che su ebay trovate anche a 2 lire). Dopo aver visto le immagini sul blog di Neill Blomkamp ho sperato da subito che fosse ispirato a questo fumetto, sarebbe stato fantastico. E giustamente hanno chiuso il progetto di Blomkamp. Vedi mai che rischiavano di fare un bel film?

Content Protection by DMCA.com

About author

Boss Hog

Cinico osservatore del mondo, Boss Hog è un cultore degli anni '80, fervido amante dei fumetti americani e del cinema. Dice le cose come stanno, niente filtri, niente compromessi.

Ancora nessun commento

Potrebbe interessarti